In data 24 giugno 2024 il Consiglio Europeo ha adottato un nuovo pacchetto di sanzioni verso la Russia, implementando i precedenti, per contrastare ogni tentativo di elusioni delle misure dell’Unione.

Le ben note sanzioni imposte dall’Unione Europea alla Russia sono cresciute e diventate sempre più ad hoc nel corso dell’ultimo decennio, fino alle implementazioni di categoria successive allo scoppio della guerra in Ucraina.

In dettaglio, l’Unione ha rilasciato la scorsa settimana, in data 24/06/24, il quattordicesimo pacchetto punitivo verso la Russia; quest’ultimo dovrebbe essere particolarmente efficiente nel ridurre le entrate finanziarie russe, volte quasi interamente al sostegno delle strutture militari a sostegno della guerra.

In particolare, i provvedimenti intendono colpire la crescita economica, alimentata e strettamente legata al progresso e all’innovazione. Ci sono due misure importanti in merito a questo aspetto: da un lato troviamo la restrizione energetica per il Gas Naturale Liquefatto (GNL), che vieta il transito dei suddetti gas, negli impianti in UE, per operazioni di trasbordo verso paesi terzi. Questa misura inficerà fortemente l’economia russa, essendo il commercio extra-europeo (con canalizzazione negli impianti europei) una considerevole parte dei fondi russi, d’ora in poi indeboliti dai minor canali attraverso cui esportare i GNL, sia per terra che per nave. Il GNL sarà anche limitato per progetti nuovi e già in corso d’opera, che non potranno usufruire dei terminali dell’Unione per il trasporto del gas stesso.

D’altra parte, le misure hanno colpito i prodotti a duplice uso, industriale e militare (tali prodotti chimici, materiale plastico, monitor e apparecchiature elettriche), che sostengono le finanze russe, e permettono un ricollocamento dei fondi verso l’industria bellica, in particolar modo si vieta lo sviluppo tecnologico capace di sostenere il settore di difesa e sicurezza russo. In virtù di questo divieto l’UE si impegna a eliminare l’importazione di elio russo, che è fonte considerevole di entrate per le 61 entità associate (direttamente o indirettamente) con il complesso militare russo.

Un’altra implementazione rispetto agli scorsi pacchetti di sanzioni è il divieto, per operatori dell’Unione, di effettuare operazioni bancarie attraverso il sistema SPFS o altri sistemi di messaggistica finanziaria equivalenti, sviluppati dalla Banca Centrale di Russia, al fine di neutralizzare l’impatto delle precedenti misure restrittive.

Questo è uno dei punti chiave trattati nel quattordicesimo pacchetto, con l’obbiettivo di contrastare l’elusione normativa russa, avendo la Russia sempre tentato di aggirare le sanzioni Europee; in questo pacchetto la misura sarà appoggiata anche da un maggior controllo delle imprese nel settore dell’industria che dispensano know-how alle loro filiali estere.

Sul fronte trasporti l’Unione ha approfondito il divieto di attracco di specifiche navi, che include anche le petroliere della cosiddetta “flotta fantasma” di Putin, nei porti europei; tale misura era già stata adottata in passato, di cui un esempio noto è il veliero fermo nel porto di Trieste.

Inoltre due aggiunte sono state il divieto di decollare, sorvolare o atterrare nel territorio dell’Ue per aerei non di linea di proprietà russa, e il divieto di trasporto di merci su strada all’interno del territorio, anche in transito, data la larga percentuale di operatori dell’Ue, di proprietà per almeno il 25% di persone fisiche o giuridiche russe, e volta all’individuarne di eventuali nuove e sconosciute così da aggiungere ulteriori restrizioni per la riduzione del potere finanziario russo.

La SCS VENTURINI è a disposizione per consulenze doganali o per ulteriori informazioni e chiarimenti

 

Regolamento (UE) 2024/1745 Del Consiglio del 24 giugno 2024 che modifica il regolamento (UE) n. 833/2014 concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina.