Dopo il messaggio del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dell’11 marzo, la situazione in Italia è diventata molto seria. l’Italia intera  è considerata totalmente, senza alcuna distinzione per regione, zona protetta. Una decisione stringente, sicuramente necessaria, ma che potrebbe diventare ancora più drastica.

Il settore dei trasporti merce e della logistica, essendo strategico, è  rimasto totalmente attivo. Tutte le merci, quindi non solo quelle di prima necessità, possono viaggiare su tutto il territorio nazionale: i corrieri possono circolare liberamente e non sono previste limitazioni al transito e all’attività di carico e scarico delle merci.

In questo periodo, mentre negli ospedali gli eroi sono i medici e gli infermieri che lottano contro il coronavirus, sulla strada ci sono altri eroi, ovvero gli autotrasportatori e coloro che lavorano nella logistica. Farmacie, supermercati e alimentari devono restare approvvigionati, le consegne a domicilio, soprattutto se si parla di over 65, mai come oggi devono essere garantite. Per i mercati all’ingrosso il discorso è leggermente diverso, ma anche questi devono essere riforniti.

Franco Fenoglio, presidente della sezione veicoli industriali di Unrae, l’unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri, ha commentato: «La necessità che le merci possano continuare a circolare liberamente è una presa di coscienza doverosa. Vorrei ringraziare tutti coloro che, operando nell’autotrasporto, stanno facendo sacrifici enormi per garantire l’approvvigionamento delle merci. In Italia l’86% delle merci viaggia su gomma, il che significa che l’autotrasporto ha un impatto determinante sulla vita di ciascuno».

Gli eroi della strada sono anch’essi a rischio contagio Covid-19 essendo sprovvisti di tutele e garanzie. Le associazioni Aitras (associazione italiana trasportatori) e Trasportounito, hanno segnalato che le aree di servizio chiudono alle 18.00, rendendo così praticamente impossibile agli automobilisti di potersi rifocillare o utilizzare i servizi igienici. Inoltre, le associazioni chiedono che gli automobilisti rispettino le condizioni di lavoro “umane”, come ad esempio scendere dai camion una volta giunti alla destinazione di carico o scarico.

Guido Nicolini, Presidente di Confetra, confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica, con una lettera accorata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha chiesto tutele per l’industria logistica italiana: “Pronti a farci carico di ogni sacrificio e a collaborare, ma allo stesso tempo non possiamo combattere contro i continui divieti e controlli alle frontiere europee messi in atto da parecchi stati quali: Austria, Slovacchia, paesi est Europa, paesi Balcani e Turchia. Detta situazione sta seriamente danneggiando tutto il comparto logistico italiano ed i suoi lavoratori. “  L’Italia non deve fermarsi.