Nelle ultime due settimane si è verificato un aumento medio del 30% nella vendita online. A fronte di tale inaspettata crescita della domanda online, l’intera filiera dell’eCommerce, dai merchant alla logistica, sta moltiplicando le risorse per soddisfare le richieste di tutti i cittadini.

L’auto-isolamento sta portando quindi la popolazione a cercare nel digitale la risposta alle necessità di approvvigionamento e di intrattenimento, facendo acquisti online di beni primari e non solo. La crescita della domanda viene anche da consumatori meno abituali e solitamente non propensi all’acquisto e al pagamento online

Le misure imposte quindi per arginare il diffondersi dell’epidemia da Coronavirus stanno cambiando profondamente le nostre abitudini, anche d’acquisto. Gli effetti, a causa di quarantene forzate e smart-working, si riscontrano immediatamente sui consumi.

Un’indagine Nielsen sulle vendite online dei prodotti di largo consumo, ad esempio, testimonia un aumento dall’ultima settimana di febbraio fino alla prima di marzo di oltre l’80% rispetto allo scorso anno, con un incremento di 30 punti percentuale se riferite al periodo che ha preceduto l’esplosione dell’emergenza legata al COVID-19. Molti retailer online paragonano la situazione attuale a momenti di forte domanda comparabili solo a giorni precisi come il Natale o al Black Friday, per dare un’idea del boom che sta avendo l’online. Poi ci sono settori specifici come quello dell’offerta online dei supermercati, che da servizio per una nicchia di early adopter è letteralmente esploso, come abbiamo visto, cogliendo impreparati giganti della grande distribuzione.

L’intero sistema della logistica e delle consegne, di conseguenza, si sta misurando con questa emergenza mettendo in campo tutte le risorse disponibili per garantire ai cittadini un servizio efficiente. La logistica, industria alla base di qualsiasi servizio di eCommerce, può ammalarsi. Attualmente è stretta in una doppia morsa: da una parte il boom di richieste di spedizione generate appunto dagli acquisti via Internet, dall’altra l’effetto diretto del virus sulla propria operatività, che ha portato anche alla chiusura di alcune filiali operative di importanti spedizionieri. Anche magazzinieri e trasportatori del resto si ammalano, e anche un solo caso di contagio porta per effetto delle disposizioni di emergenza nazionale alla chiusura per 14 giorni delle sedi interessate.

L’emergenza sta influenzando consumi e professioni. La situazione è monitorata ed in continuo aggiornamento, ma bisogna sapere che tutti i principali operatori di logistica, per lo meno quelli più utilizzati dai giganti dell’eCommerce, hanno annunciato limitazioni dei loro servizi: si va dal blocco delle consegne e dei ritiri in alcuni comuni o province, a semplici ritardi, fino al blocco del trasporto di colli sopra un certo peso. Ovviamente le aree che ne risentono di più sono quelle dove l’epidemia è grave. Corrieri come SDA e TNT non ritirano più colli voluminosi o su pallet, in modo da evitare equipaggi composti da più persone. Ci sono limiti sulle spedizioni internazionali, ritardi alle frontiere, nuove regole per ritiri e consegne in modo tale da limitare i contatti con le persone. Diverse province sono off-limits per alcuni trasportatori e solo DHL sembrerebbe, al momento, non aver introdotto significative restrizioni alle spedizioni.

Si conferma che il boom delle spedizioni è avvenuto a partire dall’entrata in vigore delle restrizioni ai movimenti imposte dal Governo, +27% a livello di volume delle spedizioni a partire dal 27 febbraio.

Interessante, nell’analisi offerta da Qapla’, i trend degli acquisti online: nelle ultime due settimane crollano gioielli e mantengono un leggero trend positivo articoli di moda, ma c’è un’esplosione di ordini di prodotti farmaceutici e per la cura delle persone (+51%), vino e birra (+58%), articoli per animali (+36%).

L’assalto online continuerà a crescere?