Nei primi sette mesi di quest’anno gli investimenti diretti non finanziari della Cina nei paesi della Belt&Road Iniziative (BRI) sono arrivati a 10,2 miliardi di dollari. Secondo i dati riportati dal Ministero del Commercio di Pechino, rispetto al 2019 c’è stata quindi una crescita del 28,9%.

Il Ministero del Commercio di Pechino ha inoltre indicato che tali investimenti legati alla BRI hanno rappresentato il 17% del totale degli investimenti cinesi all’estero, non finanziari. Anche qui si è riscontrata una crescita del 4,5% su base annua.

Nello stesso periodo, le imprese cinesi hanno firmato nuovi contratti per 67 miliardi di dollari nei paesi interessati alla Belt&Road, i quali costituiscono il 55% del totale dei contratti firmati da imprese cinesi per nuovi progetti.

I paesi sulla Via della Seta, che hanno contratti con aziende cinesi, hanno avuto un giro d’affari pari a 40,8 miliardi di dollari, che corrisponde al 57% del giro d’affari totale della Cina all’estero.

Nonostante l’attuale e difficile situazione internazionale, il Blue Book of Chinese Enterprise Globalization (2020), pubblicato dal Center for China and Globalization (CCG) e dall’ Institute Development Studies della Southwestern University of Finance and Economics, aveva registrato un trend positivo degli investimenti cinesi nel mondo. Anche quest’andamento è stato confermato dai dati pubblicati la settimana scorsa dal Ministero del Commercio.

In aggiunta, il Libro Blu ha documentato che le imprese cinesi sono attualmente in possesso di una fetta crescente di mercato: gli investimenti si sono concentrati sul manufacturing, sistemi di connessione, i servizi informatici e il software.

Il Libro Blu evidenzia tre trend in atto:

  • Crescita del numero di operatori coinvolti nella BRI (tendenza che avrà un ulteriore effetto traino su altre imprese cinesi).
  • Le imprese cinese hanno potuto usufruire di vantaggi tecnologici legati all’e-commerce. Lo sviluppo di applicazioni legati al cloud computing, ai big data e intelligenza artificiale, offrirà ulteriori opportunità di investimento nell’e-commerce cross-border.
  • Le imprese cinesi stanno allargando i canali dei loro investimenti esteri, puntando sulla collaborazione tra investitori finanziari, tipicamente fondi di private equità e venture capital, e investitori industriali nelle operazioni di M&A.

La SCS Venturini ha introdotto, ormai da alcuni anni, il servizio via treno (LCL – FCL) import-export tra Cina ed Europa, il quale effettua 10.450 km in circa 14 giorni. Crediamo fermamente che questo nuovo ponte terrestre sia in grado di portare molteplici benefici alle diverse aziende, essendo questa un’ottima alternativa alle costose spedizioni aeree ed ai lunghi transit time marittimi.