Rimozione dei dazi sul 99% dei prodotti: raggiunto l’accordo tra UE e Giappone.

da | Lug 31, 2017 | Giappone, Mercati Esteri

Da destra: il Presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker, il premier giapponese Shinzo Abe e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

Ottime notizie per l’export UE verso il Giappone, è stato finalmente raggiunto un accordo per la graduale rimozione del 99% dei dazi verso il Sol Levante. È una notizia estremamente incoraggiante che apre le porte a scenari molto positivi per le imprese italiane ed europee. L’accordo è stato annunciato dal presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il premier giapponese Shinzo Abe.

l’Europa ha portato a casa un’importante intesa con il Giappone in cantiere dal 2013, denominata Japan EU Economic Partnership Agreement (EPA) (visita la pagina ufficiale sull’accordo) e prevede la rimozione delle tariffe commerciali sul 99% dei prodotti scambiati tra Unione Europea e Giappone. I maggiori beneficiari dell’accordo sono gli operatori dei settori automotive e agroalimentare. Quest’ultimo settore rappresenta il quarto principale mercato di esportazione UE, con un valore di 5,7 miliardi di euro l’anno. In Italia, dove il Giappone è il 15° mercato di destinazione dell’export (SACE), il settore agroalimentare traina le esportazioni con +20% nel I trimestre 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016 (ISTAT).

In cosa consiste l’accordo? In pratica, Tokyo si impegnerà a ridurre le barriere sulle importazioni di cioccolato, pasta/prodotti da forno e formaggi europei (con l’eccezione di alcuni prodotti caseari freschi soggetti a quote come la mozzarella), l’Unione Europea ricambierà abolendo – gradualmente nel corso di sette anni – l’attuale tariffa sull’import di automobili giapponesi del 10%.

Altra fondamentale notizia per l’Italia riguarda il settore Cuoio e Calzature: saranno abolite le quote che limitano l’import di calzature (leggi gli elementi chiave dell’accordo -in inglese) e prodotti in cuoio e i dazi sulle calzature passeranno dal 30% al 21% e progressivamente aboliti nei successivi 10 anni.

Oltre all’alleggerimento delle tariffe, l’EPA si propone di snellire le procedure di sdoganamento, proteggere la proprietà intellettuale e facilitare lo scambio dei big data.

Ma non solo, è stato ottenuto il riconoscimento e la tutela da parte di Tokyo di 205 denominazioni di origine tra IGP e DOP tra cui 130 vini (es.: Parmigiano Reggiano, Aceto Balsamico di Modena, Prosecco…), con l’impegno nei confronti dei prodotti contraffatti che verrebbero progressivamente ritirati dal mercato giapponese.

Una conquista nella protezione del Made in Italy che in Giappone subisce pesanti perdite a causa dell’Italian Sounding, ovvero di quei prodotti che utilizzano denominazioni, immagini e marchi che evocano erroneamente l’Italia. Una pratica purtroppo diffusa in Giappone che mina l’immagine qualitativa del Made in Italy e crea un danno di circa 4 miliardi di euro all’anno in tutta l’Asia.

Tuttavia occorreranno mesi affinché l’accordo si tramuti in pratica, sono attualmente in sviluppo i dettagli tecnico-legali e la firma finale probabilmente giungerà nel 2018-19. Rimangono ancora da definire anche le modalità di ratifica: se venissero coinvolti i singoli parlamenti nazionali e regionali, c’è il rischio che anche questa intesa finisca come il CETA – Comprehensive Economic and Trade Agreement: siglato dai vertici UE/Canada ma quasi deragliato a seguito delle opposizioni della regione belga della Vallonia.

A ogni modo, da una prima analisi della Commissione Europea, le esportazioni UE dei prodotti agricoli trasformati (pasta, prodotti da forno, biscotti) potrebbero registrare un aumento del 180% mentre l’export del segmento chimico vedrebbe un incremento del 20%.

Ricapitolando, con questo storico accordo il commercio tra UE e Giappone cambierà in modo significativo nei prossimi 10 anni: vedremo scomparire dazi su prodotti chiave del Made in Italy, oggi tassati al 29% (formaggi a pasta dura), 38,5% (carne di maiale), 12% circa (vino) e altro ancora. Quasi un sogno per le PMI italiane che guardano sempre più al Giappone.

Valeria Cipolletti

Valeria Cipolletti

Sales Specialist

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