È da poco che Stati Uniti e Unione Europea sono riusciti a risolvere la disputa che durava da molti anni sugli aiuti di Stato erogati rispettivamente a Boeing e Airbus nel 2004. Nel corso degli anni, la Wto ha stabilito che sia gli Usa che l’Ue hanno sussidiato in modo illecito i rispettivi “campioni” dell’industria aeronautica e ha concesso all’uno e all’altro di applicare dazi “riparatori”. L’accordo, raggiunto dalle due potenze e firmato a Bruxelles dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden e la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, che prevede la sospensione delle tariffe aggiuntive per cinque anni salva mezzo miliardo di export alimentare made in Italy. L’annuncio dell’accordo, secondo la rappresentante al Commercio della Casa Bianca Katherine Tai “risolve un fastidio in campo commerciale che permaneva da tempo nei rapporti Ue-Usa. Invece di combattere con uno dei nostri alleati più stretti, finalmente ci riuniamo contro una minaccia comune. Abbiamo concordato di lavorare insieme per sfidare e contrastare le prassi non di mercato della Cina in questo settore in modi specifici, che riflettono i nostri standard sulla concorrenza. Questo include una collaborazione sugli investimenti e il trasferimento di tecnologia”.

Il made in Italy può così in questo modo festeggiare, prodotti come formaggi, salumi e liquori hanno subito da ottobre 2019 a febbraio 2021 un rallentamento delle vendite verso quella che rappresenta la piazza principale di sbocco fuori dall’Europa. Questa notizia, secondo il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, è uno stimolo aggiuntivo alla ripresa economica e per il miglioramento delle esportazioni agroalimentari, sostenendo che forse in questo 2021 sarà possibile tagliare il traguardo storico di 50 miliardi di euro di vendite sui mercati internazionali. Il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino invece spiega: “L’agroalimentare Made in Italy è un settore particolarmente sensibile agli scambi commerciali, con un export che vale 46 miliardi di euro nell’ultimo anno e proprio gli Stati Uniti rappresentano un mercato assolutamente strategico per le esportazioni di cibo e bevande tricolori, con un valore complessivo vicino ai 5 miliardi. Per questo, siamo soddisfatti di questo ritorno al dialogo e al multilateralismo, attraverso decisioni condivise, per sorpassare definitivamente l’incubo dazi doganali e ampliare, invece, le opportunità di creare ricchezza attraverso l’export, prima di tutto quello agricolo e alimentare che ci riguarda più da vicino”.

Inizia così una fase di riconciliazione tra UE e USA dopo che con la presidenza Trump i rapporti non erano stati dei migliori, programmando così la possibilità di nuovi rapporti, nuove collaborazioni per fronteggiare le economie di Paesi emergenti. Servirà invece ancora del tempo prima di risolvere il contenzioso riguardante i dazi imposti dagli Usa sull’acciaio e sull’alluminio importato dall’Ue.